Eugenio Belgrado

Eugenio BelgradoAutobiografia (BUFA) di Eugenio Belgrado

Nacqui in un ridente e desolato borgo chiamato Polcenigo. O meglio nacqui a Pordenone ma vivetti a Polcenigo fino a quando non mi trasferii. “Dove?” Diranno i miei giovani Lettori. Ebbene da nessuna parte poiché vivo ancora là. A soli tre anni (appena alla quarta tesi di laurea) ebbi un trauma cranico così forte che quando mi sentirono il battito cardiaco i medici gridarono “MIRACOLO!” Poi si accorsero di chi fossi e dissero “DISGRAZIA!!”
Frequentai le elementari a Budoia dove mi fu imparato a scrivere un perfeto itagliano e dove incontrai tra l’altro la morosa di Jiulio Dè Vita: la leggendaria maestra Elena. Dopo le lementari raggiungetti le medie di Sacile sempre con una media bassina in Italiano (chissà perché). Trapparentesi tengo a ricordare che praticai l’instrumento della chitarra dai sette anni e lo mollai sui quattordici poiché, detto fra noi, mi ero rotto. During le medie entrai anche a far parte della più tremenda e agguerrita (nonché unica) fanzine sacilese: la 5%eFanzi. Di qui il mio percorso fumettistico, pardon, fumettaro progredì fino al liceo artistico al quale tutt’ora mi reco talvolta. Vorrei concludere con 1 “e vissero felici e contenti” e invece fumo, mi drogo, bevo, bestemmio, ho 1 rapporto conflittuale con mia madre e non ho voglia di fare 1 beneamato cacchio perciò accontentatevi del finale che passa il convento e zitti. Fine. Cordialmente (fino a un certo punto) Eugenio Belgrado

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