24 Hour Italy Comics - Cos'è?

Entrando più nel particolare, la sfida -lanciata con successo negli Stati Uniti da Scott McCloud- consiste nella creazione di una storia di 24 pagine in 24 ore continuative. La storia nasce e finisce in questo arco di tempo, senza che sia stata fatta alcuna preparazione (schizzi, storyboard, o quant'altro) prima dell’inizio del conto alla rovescia.
Lo Spazio Bianco ha deciso di rilanciare l'iniziativa anche in Italia, partendo da un gruppo eterogeneo di autori, diversi per esperienza, età, stile, approccio al medium fumetto.
Ospitati nelle aule de La Scuola del Fumetto di Milano, dalle ore 14 dell’1 ottobre alle 14 del giorno successivo, gli autori lavoreranno gomito a gomito -ma ognuno per conto proprio- per raccontare una storia, sfidando il tempo e la stanchezza.
All’insegna dell’improvvisazione e dell’urgenza di raccontare, ogni autore troverà una propria strada espressiva, lasciando emergere la propria immaginazione incontrollata.

COME NASCE IL 24 HOUR COMICS
L’idea di creare un fumetto completo di 24 pagine in 24 ore nasce dalla mente di Scott McCloud, autore dei due saggi Capire il Fumetto e Reinventare il Fumetto (pubblicati in Italia dalla Vittorio Pavesio Productions).
Nel 1990, Scott si trova a discutere della propria lentezza al tavolo da disegno con Steve Bissette (autodefinitosi in quegli anni il più lento autore statunitense). Per mettersi alla prova su un diverso terreno creativo, Scott ha quindi sfidato Steve a realizzare un fumetto completo in sole 24 ore. Ne sono uscite due storie (quella di Scott la potete leggere qui) interessanti e particolari.
La voce è presto arrivata a Dave Sim, l’autore di Cerebrus, che ha voluto cimentarsi a sua volta nella sfida. Dave, tramite Cerebrus stesso, ha iniziato così a far conoscere le caratteristiche del 24 Hour Comics ai suoi lettori e ad altri autori americani, tra cui Neil Gaiman (il celebre autore di Sandman) e Kevin Eastman (uno dei due creatori delle Tartarughe Ninja). Sono nate così le due uniche possibili varianti del 24 Hour Comics: la Variante Gaiman, che prevede di interrompere la storia al termine delle 24 ore (Gaiman realizzò solo 13 pagine); e la Variante Eastman, che invece consiste nel proseguire oltre le 24 ore fino ad arrivare alle 24 pagine previste (Eastman completò la sua storia in ben 50 ore continuative di lavoro!).
Molti altri autori americani, negli ultimi 10 anni, hanno partecipato alla sfida: Erik Larsen, Al Davison, Chris Eliopoulos, John Peters, Paul Smith, Sean McKeever, Ken Lashley, Tom Hart e l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Ma il 24 Hour Comics, nelle intenzioni di McCloud, è una sfida alla quale tutti possono partecipare, professionisti e non. Chiunque abbia voglia di raccontare una storia a fumetti, e di farlo secondo le regole del 24HC, può partecipare, da solo a casa propria o con un gruppo di amici (sul sito americano del 24HC è presente un’ampia lista dei partecipanti, molti autori affermati ma anche tanti illustri sconosciuti). Tra il 24 e il 25 aprile del 2004, infine, l’editor Nat Gertler, in collaborazione con Scott McCloud, ha organizzato il primo 24 Hour Comics Day, durante il quale molti autori professionisti, da ogni parte degli Stati Uniti (e del mondo), in contemporanea, hanno realizzato il loro fumetto di 24 pagine in 24 ore. Alcuni di questi sono già stati raccolti nei volumi 24 Hour Comics, 24 Hour Comics Day Highlights 2004 e 24 Hour Comics All Stars editi dalla statunitense About Comics.

PERCHÈ LO FACCIAMO
(Come crearci un movente in 24 righe o poco più)


Forse siamo degli inguaribili romantici e ci piacerebbe credere che ogni genuina espressione artistica abbia la capacità di cambiare il mondo, in meglio ovviamente, come si pensava un tempo. Non è così, purtroppo, e lo sappiamo bene, ma siamo altrettanto convinti, più semplicemente, che una qualche funzione sociale l’arte ce l’abbia o ce la debba avere, fosse solo quella di comunicare idee, di creare spazi di confronto o di educare alla pura bellezza. Sicuri di questo, smessi i panni assai stretti dei critici o dei semplici appassionati, ci siamo chiesti come fare per trasformarci in agit-prop della comunicazione per vignette.
E’ qui che ci è venuto in soccorso 24 Hour Comics di Scott McCloud, iniziativa che abbiamo ritenuto possibile nonché interessante catapultare nella realtà italiana. Quale modo migliore infatti di far interagire artisti che quasi mai, per la natura stessa del loro lavoro, hanno la possibilità di esprimere la propria creatività così spontaneamente e al di fuori di regole meramente produttive e/o industriali? E in quale altra occasione tale processo creativo poteva essere svelato, anche goliardicamente, ai semplici appassionati che per una volta non osserveranno i propri beniamini scarabocchiare dediche o pin up, ma ideare e disegnare una vera e propria storia?
Una sorta di mostra interattiva, insomma, dove il pubblico astante (anche quello collegato a questo sito) potrà vedere, in un work in progress unico, probabilmente irripetibile, come nasce e come si sviluppa una storia a fumetti. Se l’intento è quello di mostrare i meccanismi creativi che un autore custodisce gelosamente nel suo studio, è altrettanto vero che sarà l’occasione per noi che organizziamo l’evento di uscire dalla virtualità e confrontarci, attraverso la cronaca che faremo live & direct, direttamente con gli artefici delle opere che di solito analizziamo e con i lettori ai quali ci rivolgiamo con il nostro sito www.lospaziobianco.it
In conclusione, vogliamo credere che con tutto quello che stiamo mettendo in moto si possa dare un modesto contributo affinché il nostro media preferito esca dalla marginalità in cui ultimamente si è cacciato, sperando di avvicinare nuovi lettori con quella che noi definiamo una sfida di istintività, improvvisazione e tecnica. Più modestamente, ci piacerebbe che dall’incontro di diverse scuole fumettistiche e differenti modi di concepire questa professione scaturisse una riflessione sul fumetto italiano che non sia influenzata, per una volta, dai dati di vendita, ma bensì dal proprio fermento creativo. Al di là di questi alti (e forse irraggiungibili) intenti ideali, e nonostante fossimo coscienti che l’impegno per l’organizzazione e la buona riuscita dell’evento non sarebbe stato indifferente, nella nostra testa piena e zeppa di fumetti c’è sempre stata una voce che ci diceva che ci saremmo divertiti un sacco, cosa non meno importante.
In fondo siamo gente semplice e ci accontenteremmo che in quelle 24 ore si producano delle belle storie da farvi leggere un giorno, se sarà possibile. E anche se non risulteranno dei capolavori (ma chissà?) sapremo che anche per merito nostro, in piccola parte, saranno state create.